Pittore, Poeta, Pianista

Luigi Mascioli

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Chi sono

Sono Luigi Mascioli classe 1963.

Ho pubblicato con “Tracce” “I semi del campo”. Ho scritto più di 400 poesie, ho realizzato circa 1000 quadri  e 5 principi di interpretazione pianistica.

Vivo a Pescara; nel piede delle pagine del sito potete trovare i miei recapiti.

Con i miei 1000 quadri intendo rappresentare con un certo mordente una mia visione puramente fantastica e totalmente priva di ispirazione dal vero di ciò che la realtà mi suggerisce; un intreccio improvviso di emozioni segniche, a volte quasi insostenibili, a delimitare , proiettandola in poesia, una dimensione umana oggi quanto mai sfuggente.

I miei quadri sono attualmente in vendita.

Per informazioni anche commerciali si può usare il modulo alla pagina "Contatto".

Al dolce padre

Al dolce padre

Ricordo i momenti

Offuscati da tempesta insorta

Le novelle peregrine

Di silenzio munte

O gli schiamazzi paonazzi

Accolti dal sonno di un bambino

E di lui,ricordo l’eco

Di un passato incancellabile

Che risuona come nella conchiglia

Il mare che non mi vidi 

Poesia

i semi del campo - luigi mascioliI semi del campo - Raccolta di poesie e poemetti

Dalla prefazione di Marco Tabellione:
La poesia è il linguaggio del mistero, va nel profondo, giunge nell’anima delle cose e degli esseri. La poesia coglie la verità che si cela oltre il bordo delle cose, degli eventi, delle situazioni.

Pittura

opera luigi mascioliVai al Photostream delle opere su "Flickr"

 

LE COMPETIZIONI DELL'ESSERE

Circonvoluzioni di un segno che sembra non conoscere sosta, che vaga incessantemente dando origine a forme cariche di forze profonde; forze spontanee in grado di far germinare morfologie vitalistiche accompagnate da cromie accese in contrasto con il segno potente che le contiene. E’ quel segno, dunque, l’elemento su cui si fonda tutto ml’universo immaginativo di Luigi Mascioli, un talento da poco rivelatosi ma dalle indubbie qualità pittoriche sulle quali si aprono orizzonti ricchi di aspettative.

Mascioli rivela infatti una sensibilità ed al tempo una forza creativa particolarissime che gli permettono di sentire le potenziali musicalità del segno ora più deciso ed espressivo, ora più sottile e delicato, che egli abilmente gestisce trasformandolo in morfologie scomposte e ricomposte quasi citando la rifondazione della realtà picassiana. Una sorta di revisione delle forme materiali colte dall’interno che le ribalta e le ripropone alla visione seguendo una nozione di  tempo molto più lunga di quella consueta. Un tempo che permette all’occhio ed alla mente di girovagare inseguendo chissà quale meta, (ed il segno è l’elemento che attua tali percorsi), di vagare e rappresentare, in tutta la sua durata, le dimensioni della verità.

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